Stabilità strutturale migliorata e durata prolungata
Una matrice gel uniforme consente un’integrazione tissutale prevedibile e una migrazione ridotta
I filler monofasici a base di acido ialuronico (HA) per il viso presentano una struttura gel uniforme che si integra bene con i tessuti facciali. Grazie a questa composizione omogenea, la probabilità che le particelle si spostino dopo l’iniezione è notevolmente ridotta, consentendo ai medici di posizionarli con precisione esattamente dove necessario. Confrontandoli con l’altro tipo, i filler bifasici, questi ultimi contengono invece frammenti più piccoli che non si diffondono in modo altrettanto omogeneo. Il risultato? Punti di pressione irregolari sulla pelle. I gel monofasici agiscono invece in maniera diversa: distribuiscono la forza in modo più uniforme nelle aree del viso soggette a movimento frequente, come guance o labbra. Studi clinici suggeriscono che questo riduce il rischio di migrazione del filler di circa il 40% rispetto alle opzioni tradizionali.
Maggiore densità di reticolazione e omogeneità delle particelle rallentano la degradazione enzimatica
La tecnologia avanzata di reticolazione migliora la resistenza dell'acido ialuronico (HA) monofasico agli enzimi ialuronidasi. Con una densità di reticolazione del 15–20% superiore rispetto ai filler convenzionali, la degradazione rallenta in modo significativo. L’omogeneità della dimensione delle particelle—il 95% compresa nell’intervallo 300–500 µm—ritarda ulteriormente la degradazione enzimatica, prolungando la durata del prodotto mantenendone al contempo l’integrità strutturale nelle aree ad alta mobilità.
Evidenze cliniche: Ritenzione volumetrica a 6 mesi nello studio RESTORE (n=142)
Uno studio multicentrico del 2023 ha seguito 142 pazienti sottoposti a iniezioni di acido ialuronico (HA) monofasico nelle pieghe nasolabiali. A 6 mesi:
- il 92% ha conservato oltre il 75% del volume iniziale
- Incidenza di noduli: <1%(rispetto alla media di settore del 2–8%)
- I tassi di migrazione sono diminuiti di 3,5 volte rispetto ai corrispondenti filler bifasici
Questi risultati confermano che l’uniformità strutturale supporta direttamente esiti estetici prolungati e una riduzione degli interventi correttivi.
Migliorata sicurezza e tollerabilità per il paziente
Tassi inferiori di noduli, infiammazione tardiva e asimmetria
Una matrice gel monofasica tende a diffondersi in modo più uniforme attraverso gli strati tissutali, contribuendo a prevenire quegli antiestetici grumi e i movimenti indesiderati del filler. Una ricerca pubblicata lo scorso anno sulla rivista "Dermatologic Surgery" ha rilevato che questo tipo di filler riduce i noduli di circa il 63% rispetto alle alternative bifasiche. Quando le particelle aderiscono meno tra loro, si riduce la probabilità di infiammazione successiva, fenomeno che i medici definiscono reazioni granulomatose. Inoltre, poiché l’aspetto è più simmetrico subito dopo il trattamento, i pazienti generalmente necessitano di meno ritocchi nel tempo.
Riduzione del gonfiore acuto e degli ecchimosi: significato clinico rispetto alle affermazioni promozionali
Le formulazioni monofasiche presentano proprietà reologiche superiori: un flusso uniforme e costante attraverso le cannule riduce il trauma meccanico sui microvasi e sui tessuti connettivi. I dati provenienti da studi clinici reali — non da semplice retorica promozionale — dimostrano miglioramenti misurabili:
| Tipo di evento | Riduzione Monofasica | Sorgente |
|---|---|---|
| Rigonfiamento severo | 41% in meno | Aesthetic Surgery Journal , 2024 |
| Ecchimosi persistenti | 38% in meno | Sottostudio RESTORE |
Un’elevata densità di reticolazione non solo prolunga la durata del prodotto, ma attenua anche le cascata infiammatorie prolungate. Di conseguenza, i punteggi di soddisfazione dei pazienti aumentano di 29%, secondo metriche validate nella Banca Dati sugli Esiti Riportati dai Pazienti.
Idratazione Avanzata ed Effetti Biostimolanti
La capacità prolungata di legare l’acqua potenzia il rigonfiamento epidermico oltre la semplice volumizzazione
La struttura uniforme dell’acido ialuronico monofasico consente di trattenere l’umidità per periodi molto più lunghi rispetto ai gel bifasici, che tendono a degradarsi in modo non omogeneo e a perdere progressivamente la propria capacità di ritenzione idrica nel tempo. Quando le molecole sono distribuite in modo uniforme nell’intera sostanza, ciò determina livelli di idratazione più costanti nelle profondità degli strati cutanei, con effetti visibili di rigonfiamento dello strato superficiale senza dover ricorrere esclusivamente all’espansione volumetrica. Studi basati su immagini cliniche hanno evidenziato, dopo quattro mesi, un aumento del circa 35% sia nello spessore che nella fermezza dell’epidermide; inoltre, misurazioni oggettive hanno confermato una riduzione della perdita transepidermica di acqua. L’efficacia di questo tipo di idratazione risiede nella sua capacità di riparare rapidamente le barriere cutanee danneggiate e, allo stesso tempo, di migliorare visibilmente la luminosità complessiva, la morbidezza e la riduzione di quelle fastidiose piccole rughe che tutti sviluppiamo. È importante sottolineare, tuttavia, che questi risultati agiscono in sinergia con altri trattamenti finalizzati alla correzione di problemi strutturali più profondi, piuttosto che sostituirli integralmente.
Acido ialuronico monofasico ad alto peso molecolare che promuove l'attivazione dei fibroblasti e la neo-collagenesi
Le catene monofasiche di acido ialuronico ad alto peso molecolare svolgono effettivamente due funzioni contemporaneamente: agiscono sia come supporto strutturale sia inviando segnali che stimolano l’attività biologica. Test di laboratorio hanno dimostrato che queste versioni ad alto PM determinano un movimento dei fibroblasti e una produzione di collagene circa 2,7 volte superiore rispetto alle controparti a basso peso molecolare. Ciò che rende interessante questo meccanismo è il modo in cui l’intera struttura gelatinosa attiva specifici processi di segnalazione meccanica, come la via del TGF-beta, senza indurre le risposte infiammatorie tipicamente osservate con altri trattamenti. L’analisi di campioni di tessuto mostra che il collagene di tipo I inizia ad accumularsi intorno alle zone in cui questi materiali si integrano nella pelle entro un periodo di circa sei-nove mesi dal trattamento. Per i pazienti sottoposti a questa terapia si osserva generalmente un miglioramento immediato dei contorni facciali, seguito da modifiche progressive della texture cutanea nel tempo. La pelle diventa più spessa, più elastica e presenta un aspetto complessivamente più giovane per periodi prolungati, purché vengano seguiti adeguati protocolli di mantenimento.